Festa della Toscana 2001
La libertā delle idee

"Libertā va cercando, ch'č sė cara,
 come sa chi per lei vita rifiuta"
Dante Alighieri 
(Purgatorio, canto I, versi 71-72)

 programma ll 30 novembre1786, per la prima volta nel mondo, tortura e pena di morte furono abolite dall'ordinamento giuridico del Granduca di Toscana. La Regione celebra ogni anno questa conquista di civiltā con la "Festa della Toscana".
Una Festa solenne, ma anche un'occasione per ricordare, per coltivare la memoria delle proprie radici, della storia, e soprattutto del valore dei diritti umani e civili. Conquistarli č stata una lotta incessante. Un impegno non ancora terminato.
In troppi luoghi i diritti umani e civili vengono ancora calpestati. Troppo spesso sono solo parole vuote, private di ogni significato dalla violenza, dallo sfruttamento, dalla miseria, dall'ignoranza.
I giorni amari del terrorismo e della guerra dimostrano quanto ancora occorra perchč i diritti umani e civili, primo fra tutti il diritto alla vita, abbiano pieno riconoscimento nel mondo.
La Toscana deve fare la sua parte, la stessa che nel corso dei secoli le ha permesso di farsi riconoscere come terra di pace e di dialogo, di ospitalitā e di rispetto, di tolleranza e di cultura. La Toscana deve contribuire ad abbattere il muro della povertā che divide il mondo. La Toscana deve impegnarsi perchč ovunque si affermino la  giustizia e la libertā.
Senza giustizia e pace non c'č libertā. Senza libertā non c'č giustizia, nč pace. Quando ci sono terrorismo e guerra non ci sono nč libertā, nč giustizia.
Nel tempo in cui i fanatismi, fondamentalismi e pregiudizi alimentano gravi pericoli per l'umanitā non c'č alternativa al dialogo. Per questo abbiamo scelto, come tema della nostra Festa, la "libertā delle idee".
Il futuro del mondo si costruisce con l'incontro delle culture, delle civiltā, delle idee. La "libertā delle idee" si realizza nella libertā delle persone, nell'affermazione ovunque dei loro diritti e doveri. E la libertā degli individui č la condizione indispensabile per avere una piena cittadinanza, capace di includere le diversitā senza assimilarle, nč sottometterle.
In Toscana questa cittadinanza ha origini forti e profonde, č l'altra faccia della cultura della pace, della cooperazione, della giustizia, che da sempre caratterizza la nostra terra e le conferisce quel segno distintivo che l'ha resa e la rende riconoscibile ed apprezzata in tutto il mondo.
la legge e il suo iter
protagonisti del xx secolo
dizionario della libertā
i restauri
gli eventi musicali
iniziative nelle scuole
la prima edizione
Claudio Martini
Presidente Regione Toscana
Riccardo Nencini
Presidente Consiglio Regionale