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Sabati in musica. L'aria dei luoghi insoliti - RINVIATO

concerto e visite guidate
sabato 7 marzo 2020
sala Gonfalone, palazzo del Pegaso

programma

A causa dell'emergenza Coronavirus in tutta Italia e viste le indicazioni previste dal decreto del Governo di evitare l'adunanza di numerose persone nelle sedi congressuali ed il rispetto di distanza di sicurezza (droplet), in via prudenziale abbiamo deciso di posticipare a data da destinarsi le visite guidate ed i concerti al Palazzo del Pegaso del giorno 7 marzo 2020 ed all'Ospedale di santa Maria Nuova del giorno 28 Marzo 2020.

ore 9.30 e ore 10 visite guidate

ore 11 sala del Gonfalone concerto dei Giovani madrigalisti e del Quartetto di flauti dolci rinascimentali

I Giovani Madrigalisti

Emilia Bassett
Lea Bruscagli
Alice Calzoli
Elena Casaglia
Anna D’Amico
Valeria Marigo
Giulia Montigiani
Davide Paoli
Camilla Sabatini

Quartetto di flauti dolci rinascimentali
Ilaria Guasconcini
Alessio Gualtierotti
Maria Moriani
Lapo Bramanti

Musiche di
Girolamo Frescobaldi (1583 – 1643),  Canzon quarta
Cipriano de Rore (1515 – 1565) -  Giovanni Bassano (1558 – 1617),  Ancor che col partire
Thomas Crecquillon (1505 – 1557) -  Giovanni Bassano (1558 – 1617),  Un gay berger
Francesco Landini (1325/35-1397),  Angelica Beltà
Alessandro Costantini (1581/3 – 1657), Confitemini Domino
Serafino Razzi (1531 – 1613),   La pastorella
Giovanni P. da Palestrina (1525 - 1594),  Ahi, che quest’occhi miei
Claudio Monteverdi (1567 – 1643),  Son questi i crespi crini
Canto francese tradizionale  (arrangiamento Ruggero Vené), Pavane
Lorenzo il Magnifico (1449 - 1492),  Canzona di Bacco
Vincenzo Ruffo (1508 – 1587),  Da bei rami scendea 
Fiorenzo Maschera (1540–1584),  Canzon quarta
Adriano Banchieri (1568 – 1634),  La pomponazza
Giovanni Battista Grillo (1570 – 1622), Capriccio
Giovanni Giacomo Gastoldi (1555 – 1609),  Il bell’humore (Viver lieto voglio)

I Giovani Madrigalisti
Il corso dei Giovani Madrigalisti della Scuola di Musica di Fiesole, ideato e diretto da Joan Yakkey, accoglie giovani cantori che si incontrano ogni settimana per preparare brani adatti ad un ensemble ristretto (madrigali, mottetti, canzoni popolari ecc.) ed anche canzoni a solo (arie antiche, arie di oratori, spirituals, canzoni dai musicals).
Protagonisti nel 2012 di una tournée in Irlanda con cinque concerti nelle cattedrali principali di Dublino, hanno recentemente accolto l’invito della Fondazione Balducci a Fiesole ad eseguire musiche natalizie durante le letture di alcuni scritti di Padre Balducci. Partecipano anche al Festival “Strings City”. Molti dei cantanti fanno parte anche del Coro Giovanile della Scuola e spesso cantano insieme come solisti.
Nel 2016 hanno vinto una borsa di studio presso la Scuola di Musica. Direttore – docente dei Giovani Madrigalisti è Joan Yakkey, che coordina le attività didattiche insieme ai suoi collaboratori (Francesca Cataoli, assistente e Riccardo Foti, pianista), preparando molti degli arrangiamenti musicali e curando la programmazione concertistica.

Quartetto di flauti dolci rinascimentali della Scuola di Musica di Fiesole
Il quartetto di flauti dolci rinascimentali, i cui componenti sono attivi come solisti e partecipano a varie formazioni di musica antica, si è costituito alla Scuola di Musica di Fiesole sotto la guida di Lapo Bramanti allo scopo di approfondire gli aspetti interpretativi della musica rinascimentale.
All’ideale sonoro di perfetta fusione delle voci umane si vengono adeguando nel corso del ‘500 anche gli strumenti, che formano delle famiglie sul modello di quella vocale. In questo quadro si inserisce il gruppo dei flauti dolci, apprezzati per la capacità di ricreare la “suavità” e la pronuncia stessa della voce umana.
Se sapientemente usato “a quello instromento non mancarli altro che la forma dil corpo humano sì come si dice a la pintura ben fatta non mancarli [che] solum il fiato” scrive Silvestro Ganassi, autore del trattato per flauto La fontegara (il primo dedicato a uno strumento monodico, nel 1535).
La compenetrazione del linguaggio strumentale con quello vocale risulta evidente sia nelle elaborazioni di precedenti modelli destinati alle voci sia nelle “Canzoni” degli altri autori che, sebbene originariamente strumentali, sono ancora profondamente legate al genere vocale.