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Gruppo consiliare Rifondazione Comunista-Comunisti Italiani - 14 gennaio 2015

 
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Strage di Parigi. Sgherri (PRC in Regione): Condanna senza se e senza ma. I fondamentalismi di ogni risma sono contro tutte le libertà e tutte le civiltà”

Strage di Parigi. Oggi dibattito in aula. Un atto barbaro e vigliacco. Un attacco non solo alla libertà di stampa e di espressione, ma alla libertà in generale, che chiede una condanna ferma unanime e incondizionata. Fare questo richiede coerenza e linearità, se non si vuole che siano parole al vento: si devono isolare quei terreni dove cresce il fondamentalismo, colpendo senza esitazioni i finanziamenti e finanziatori dell’ISIS e di conseguenza le centrali di reclutamento. Vanno interrotti i pesanti appoggi a questa realtà di integralismo folle che le danno Stati come Arabia Saudita e Qatar. E non si può continuare con la tragica farsa di continuare a tenere il PKK curdo, che combatte a Kobane contro l’ISIS, nella lista delle organizzazioni terroristiche. Bisogna coltivare la cultura del confronto e del diritto, e per essere credibili fino in fondo bisogna avere tutte le carte in regola e quindi non possiamo continuare a chiudere gli occhi su questioni come quella palestinese o sulla permanenza di Guantanamo (luogo dove permane l’applicazione della teorizzata sospensione del diritto e dei diritti). Così Monica Sgherri – esponente di Rifondazione Comunista e capogruppo in Consiglio Regionale. Ma questo non basta, è necessaria una consapevolezza di fondo: che non si “abbocchi” al tentativo di scatenare lo scontro fra civiltà, per questo è il vero obbiettivo di tutti i fondamentalismi, che così otterrebbero di appropriarsi di un miliardo e mezzo di musulmani se l’occidente facesse sua l’equazione musulmani uguale terroristi (rischio che si è corso anche in aula, quando non si è speso nemmeno una parola sulle migliaia di morti che il fondamentalismo ha fatto e sta facendo in Nigeria). I fondamentalismi infatti compiono una lotta per il “potere” che si alimenta nell’attacco alla civiltà in generale, a qualunque civiltà. Per questo la condanna e le azioni conseguenti debbono essere unanimi, se si ha a cuore ogni libertà e si vuol combattere l’odio comunque si manifesti.  

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