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Cinquecentesimo anniversario della nascita di Cosimo I de’ Medici


Il padre della Toscana moderna è certamente Cosimo I de' Medici che, nato il 12 giugno di 500 anni fa, nella movimentata Firenze governata dai Medici, ma animata ancora da spirito repubblicano che invocava le libertà comunali, perseguì per tutta la vita l’obiettivo di trasformare il Ducato fiorentino in un vero e proprio Stato con sovranità. Raggiunse questo sogno con abilità, allargando i confini di Firenze al territorio di Siena e alla Maremma, investendo nella realizzazione di moderne opere civili, fortificazioni militari, bonifiche, costruendo solide relazioni internazionali con la Spagna guidata prima dall’Imperatore Carlo V, quindi dal Re Filippo II. All’età di cinquant’anni Cosimo I ebbe finalmente la legittimazione a Granduca e quindi Capo di Stato, con Bolla Pontificia di Papa Pio V del 27 agosto 1569.
Si costruì così una sovranità di Toscana che a poco a poco assorbì in età napoleonica quei possedimenti spagnoli che facevano parte dello Stato dei Presidi (Argentario, Orbetello, Porto Longone), nella prima metà del ‘600 territori dell’antica Etruria come Pitigliano, Sorano e Sovana, o la vicina capitale degli Aldobrandeschi, Santa Fiora, acquistò dalla Spagna Pontremoli nel 1650 e dal 1847, il Ducato di Lucca. Cosimo fu quindi il primo attore di un processo di costituzione della Toscana che arriva nel 1861 all’Unità d’Italia, con territorio e identità che la rende unica regione italiana, fra le venti oggi presenti, che ha una storia unitaria continua da 450 anni. 
Se Lorenzo il Magnifico fu l’uomo della cultura e del mecenatismo nei più dei 300 anni di storia medicea, Cosimo I fu lo “statista” che rese organico e solido il dominio assicurando benessere, apertura intellettuale, vitalità a una Toscana che ne trova riflessi fino ad oggi. Il suo motto era “Festina Lente” presente in iconografie varie, con una tartaruga con sopra un albero con la vela. Significava “guardare sempre avanti, ma con prudenza”, rappresentato dal moto lento e sicuro della tartaruga e dall’energia del vento nella vela.
Con Cosimo I collaborarono personalità come Giorgio Vasari, scrittore, pittore, costruttore, o Vincenzo Borghini, letterato, filosofo, erudito, come storici quale Benedetto Varchi, architetti e scultori fra i migliori quali Bernardo Buontalenti, Bartolomeo Ammannati e pittori come Bronzino o Alessandro Allori. Cosimo I impresse orgoglio, dignità, acume italiano nelle lotte fra grandi potenze quali Spagna e Francia nel XVI secolo, trasformando la capitale Firenze in una città europea grazie al radicale rifacimento di Palazzo Vecchio, alla costruzione dell’edificio oggi utilizzato per la Galleria degli Uffizi, all’acquisto e nuova ristrutturazione a Reggia di Palazzo Pitti, collegando i presidi di qua e di là d’Arno con il geniale Corridoio Vasariano, per quasi 1 km in sospensione fra case, torri e palazzi, riallineando il profilo del Ponte Vecchio.
Operò trasformazioni urbanistiche e architettoniche in tutto il territorio dell’allora Granducato.
La Toscana, e con essa l’Italia, trovarono in Cosimo la spinta per una modernizzazione e un’evoluzione economica, culturale, sociale che 500 anni dopo è evidente agli occhi della storia.

Eugenio Giani, Presidente del Consiglio regionale della Toscana

#500Cosimo

 

Contenuto aggiornato al 30 ottobre 2019

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