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Edizioni dell'Assemblea 219

TitoloCasa Piccianti ad Antona
SottotitoloUna ricerca tra identità territoriale e memoria familiare
AutoreCristina Rossetti
SezioneRicerche
Formato17x24
Pagine138
Anno2021
ISBN978-88-85617-81-0
Testo
AbstractL’opera, riccamente illustrata, è composta di tre capitoli, con prefazione, introduzione, conclusione e bibliografia. - Il primo capitolo è dedicato al borgo di Antona (provincia di Massa): profilo storico (dal primo nucleo ligure-apuano alla dominazione dei Malaspina, fino alle memorie della resistenza), contesto territoriale, naturalistico e ambientale (alpi Apuane, valle del fiume Frigido, orto botanico), storia dell’economia locale (attività agro-silvo-pastorali, miniere di ferro, cavatura del marmo, lavorazione della lana e della canapa), aspetti artistici (eredità dei Malaspina, architettura civile e religiosa), tradizioni (folclore e memoria locale, il dialetto antonese, di probabile derivazione corsa). - Il secondo capitolo è incentrato sulla storia e sulla genealogia della famiglia, ricostruite con attenta ricognizione delle fonti bibliografiche e archivistiche a partire dal 1585: memoria dei suoi componenti, contesto storico di riferimento con approfondimenti sull’evoluzione del concetto di famiglia (diritto familiare e testamentario) e sul ruolo della donna (lavoro, matrimonio, dote). - Il terzo capitolo si apre con una riflessione sui significati della parola “casa” per poi presentare casa Piccianti, dimora signorile costruita tra il XV e il XVI secolo accorpando due unità abitative più antiche: storia dell’edificio, dell’avvicendamento dei suoi proprietari (compresi i non appartenenti alla famiglia Della Bianchina, detta Piccianti da cui il nome della casa), descrizione della struttura architettonica e degli interni, del piccolo museo etnografico ivi allestito (con gli strumenti dei lavori di un tempo, come il torchio e i telai, e testimonianze sulla vita antonese fino al dopoguerra) e del giardino, con la sua esposizione di rose rare e antiche piante officinali. Infine, dopo aver sottolineato l’importanza di un’azione di sostegno e riconoscimento culturale del paese, affinché la memoria del nostro borgo, come quella di altre piccole realtà territoriali, non vada perduta, il libro si conclude soffermandosi sulle ricchezze naturali della zona, così bella ma poco conosciuta: la valle del Frigido, le prime pendici delle Apuane, le famose acque (San Carlo, Fonteviva), il silenzio (la struttura medievale del paese non consente l’accesso alle auto all’interno dell’abitato), la salubrità e amenità della posizione del borgo, situato com’è a mezza costa di fronte al litorale massese e immerso tra i boschi di faggio e castagno.

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